Riduzione dell’IMU: solo se vi è la dichiarazione d’interesse culturale dell’immobile

Irrilevante, invece, il riferimento all’attestazione della Soprintendenza che riconosce i beni immobili come sottoposti a tutela

Riduzione dell’IMU: solo se vi è la dichiarazione d’interesse culturale dell’immobile

Cò che giustifica la riduzione dell’IMU è solo la dichiarazione d’interesse culturale dell’immobile, essendo, invece, del tutto irrilevante che l’immobile sia sottoposto a tutela indiretta o che per un certo periodo se ne sia ottenuto l’accatastamento come immobile storico.
Questo il chiarimento fornito dai giudici (ordinanza numero 32855 del 16 dicembre 2025 della Cassazione) alla luce del contenzioso sorto in quel di Cremona e relativo a due avvisi per imposta IMU in parte non versata.
Riflettori puntati, in particolare, sulle condizioni peculiari degli immobili oggetto dell’accertamento fiscale.
Per il contribuente è legittimo il riconoscimento della riduzione dell’imposta, poiché gli immobili di sua proprietà sono di interesse storico e, comunque, in rovina.
Per i magistrati di Cassazione è priva di fondamento l’obiezione sollevata dal proprietario degli immobili.
In premessa, viene osservato che la normativa autorizza il Ministero a prescrivere le distanze, le misure e altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l’integrità dei beni culturali immobili, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni d’ambiente e di decoro. Quest’ultima forma di tutela, detta altresì vincolo di facciata, non prevede alcuna dichiarazione d’interesse culturale e riguarda immobili che non hanno necessariamente pregio culturale ma vanno tutelati in funzione dell’integrità di quelli per i quali, invece, tale dichiarazione vi sia. Tale forma di tutela cosiddetta indiretta non dà diritto né a esenzione né a riduzione dell’imposta qui contestata.
In tema di IMU, la riduzione della base imponibile nella misura del 50 per cento, che la normativa riconosce per i fabbricati di interesse storico o artistico soggetti alla dichiarazione di interesse culturale non si applica ai fabbricati soggetti alle prescrizioni di tutela indiretta per la materiale vicinanza o adiacenza a terreni o fabbricati dichiarati di interesse culturale, trattandosi di disposizione insuscettibile di interpretazione estensiva o analogica per l’eccezionalità dell’agevolazione concessa in relazione al valore culturale dell’immobile).
Pertanto, è illogico, nella vicenda in esame, ritenere, secondo i magistrati di Cassazione, che gli immobili oggetto di accertamento siano sottoposti a tutela cosiddetta diretta, e pertanto beneficiari di riduzione dell’IMU, per il solo fatto che vi è stata un’attestazione della Soprintendenza che riconosce i beni immobili come sottoposti a tutela, da un lato, e che il contribuente ne abbia ottenuto l’accatastamento come immobili storici fin dal 2013, dall’altro.
Poiché ciò che giustifica la riduzione dell’imposta è solo la dichiarazione d’interesse culturale, è del tutto irrilevante che gli immobili del contribuente siano sottoposti a tutela indiretta o che per un certo periodo se ne sia ottenuto l’accatastamento come immobili storici.

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