Rimborso di imposta: il contribuente deve provare le fondamenta della richiesta avanzata al Fisco

I giudici chiariscono che l'onere probatorio che incombe sul contribuente non può essere adempiuto con la mera esposizione della propria pretesa restitutoria nella dichiarazione presentata

Rimborso di imposta: il contribuente deve provare le fondamenta della richiesta avanzata al Fisco

Nelle controversie concernenti il rimborso di imposte grava sul contribuente - che riveste nel processo la qualità dell'attore in senso sostanziale - l'onere di allegare e provare i fatti - le ritenute d'acconto asseritamente subite, nella vicenda presa in esame dai giudici - posti a fondamento della richiesta. I giudici precisano che l'onere probatorio che incombe sul contribuente non può essere adempiuto con la mera esposizione della propria pretesa restitutoria nella dichiarazione presentata. E se si discute della spettanza di un credito erariale, come nel caso oggetto del processo, l'amministrazione finanziaria può contestare la spettanza del credito nel termine ordinario di dieci anni e non entro e i termini decadenziali previsti dal decreto del Preside della Repubblica numero 600 del 19732 e apposti esclusivamente per le attività di accertamento. In sostanza, è necessaria una esplicita e formale produzione documentale a supporto della richiesta di rimborso avanzata dal contribuente, sanciscono i giudici, e in questa ottica non può bastare la mera esposizione della pretesa restitutoria nella dichiarazione presentata in relazione all'IVA, come accaduto nel caso concreto, giacché il credito fiscale non nasce da questa, bensì dal meccanismo fisiologico di applicazione del tributo previsto dalla legge. (Sentenza del 12 aprile 2023 della Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio)  

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