MEF: novità sul regime di adempimento collaborativo
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha introdotto nuove regole riguardanti l'interpello per i contribuenti che aderiscono al regime di adempimento collaborativo. Con il decreto del 20 maggio 2024, pubblicato il 7 giugno in GU, sono state apportate alcune modifiche importanti

Secondo il nuovo articolo 9-bis del d.m. 20 maggio 2024, prima di dare una risposta negativa o parzialmente negativa a una richiesta di interpello, l'Agenzia delle Entrate deve inviare al contribuente richiedente uno schema di risposta che riassuma brevemente la propria posizione. Il contribuente ha almeno 30 giorni per fare eventuali osservazioni.
Se il termine per le osservazioni scade di sabato o in un giorno festivo, viene prorogato al primo giorno lavorativo successivo. Il termine per rispondere alla richiesta di interpello viene sospeso per 60 giorni dalla data in cui il contribuente riceve lo schema di risposta. Questo periodo di sospensione può essere aggiunto a un'altra sospensione prevista.
Tali modifiche sono state necessarie a causa di una legge che richiede che, per i contribuenti nel regime di adempimento collaborativo, l'Agenzia delle Entrate debba discutere con il contribuente prima di dare una risposta negativa a una richiesta di interpello o adottare una posizione contraria a una comunicazione di rischio.
Il regime di adempimento collaborativo, introdotto nel 2015, mira a migliorare la comunicazione e la cooperazione tra l'Amministrazione finanziaria e i contribuenti, favorendo la prevenzione e la risoluzione delle controversie fiscali. I contribuenti che aderiscono a questo regime devono avere un sistema efficace per gestire i rischi fiscali e devono poter scegliere le soluzioni organizzative più adatte per raggiungere i loro obiettivi.