Legittima la notifica al socio della società unipersonale estinta da anni
È legittima l'intimazione di pagamento notificata al socio di una società unipersonale, estinta da oltre cinque anni, in quanto i maggiori ricavi accertati nei confronti della società devono in via presuntiva qualificarsi - in difetto di rigorosa prova contraria fornita dal contribuente e consistente nel dimostrare che i medesimi ricavi siano stati accantonati o reinvestiti - come degli utili extra bilancio distribuiti al socio della ristretta compagine sociale
I giudici ribadiscono che in materia di imposte sui redditi, nell'ipotesi di società di capitali a ristretta base sociale, è ammessa la presunzione di attribuzione ai soci degli utili extracontabili, poiché il fatto noto non è dato dalla sussistenza di maggiori redditi accertati induttivamente nei confronti della società, bensì dalla ristrettezza dell'assetto societario, che implica un vincolo di solidarietà e di reciproco controllo dei soci nella gestione sociale, con la conseguenza che, una volta ritenuta operante detta presunzione, spetta poi al contribuente fornire la prova contraria. Inoltre, è legittima la pretesa azionata dall'ufficio fiscale nei confronti dell'ex socio della società cancellata atteso che, con specifico riferimento al tema della mancata distribuzione ai soci dell'utile in sede di liquidazione - sorretta da presunzione relativa e vinta da prova contraria -, la mancata eventuale distribuzione ai soci, non esclude l'interesse dell'amministrazione finanziaria a procurarsi un titolo. (Sentenza del 5 luglio 2023 della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Genova)