La Consulta sulla riscossione fiscale in Italia
La Corte costituzionale ha esaminato un caso legato alla riscossione delle imposte sul reddito. In base a un'ordinanza emessa il 9 maggio 2024, la Corte ha dichiarato che non è possibile discutere la costituzionalità di alcune disposizioni fiscali riguardanti la riscossione delle imposte, le quali erano oggetto di questioni sollevate da un Giudice di pace di Milano con un'ordinanza del 1° giugno 2023

Le questioni attorno all'articolo 12 del d.P.R. 602/73, che riguarda la riscossione delle imposte sul reddito e che è stato integrato dall'art. 3-bis del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146, vertevano sull'impugnabilità dell'estratto di ruolo e le modalità di contestazione del ruolo e delle cartelle di pagamento da parte dei contribuenti. In sostanza, si discuteva se la normativa garantisse adeguatamente il diritto di difesa e l'uguaglianza tra i contribuenti.
Il Giudice di Pace di Milano aveva evidenziato che le questioni emerse durante un giudizio di opposizione all'esecuzione fiscale erano significative, specialmente considerando il volume di controversie in corso e le complicazioni riguardanti l'entrata in vigore retroattiva di norme fiscali. Si sottolineava anche la preoccupazione per la procedura di immediata esecutività senza sufficiente base normativa.
Tuttavia, la Corte costituzionale ha respinto le questioni sollevate dal GdP di Milano, poiché le argomentazioni fornite non erano chiare e generiche e non fornivano dettagli specifici sulle notifiche contestate effettuate dall'Agenzia delle entrate. Inoltre, ha sottolineato la necessità di migliorare l'efficienza del sistema di riscossione fiscale in Italia.
In definitiva, la Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale sollevate, in quanto non erano sufficientemente argomentate e documentate per consentire un'analisi accurata della situazione. (Corte Cost. 9 maggio 2024 n. 81).