Il provvedimento giudiziario può rendere illegittimo l’accertamento a tutela di un credito tributario
In tema di riscossione dei tributi, l'accertamento emesso a tutela di un credito tributario diviene illegittimo a seguito del provvedimento giudiziario che, accogliendo il ricorso proposto dal contribuente, annulla l'atto impositivo
La pronuncia di annullamento, infatti, fa venir meno, indipendentemente dal suo passaggio in giudicato, il titolo su cui si fonda la pretesa tributaria, privandola del supporto dell'atto amministrativo che la legittima, ed escludendo quindi che essa possa formare ulteriormente oggetto di alcuna forma di riscossione provvisoria. Quindi l'annullamento totale o parziale dell'atto impositivo, pur se in via non definitiva in attesa dell'eventuale giudizio di impugnazione, perde efficacia quale titolo idoneo a legittimare l'inizio o la prosecuzione di un'azione di riscossione provvisoria, anche avente natura cautelare, essendo privato l'ufficio finanziario del titolo per procedere alla riscossione, per carenza del suo necessario presupposto, anche in caso di fondato pericolo per la riscossione. Dunque, a seguito di sentenza, anche non passata in giudicato, che annulli, in tutto o in parte, l'atto d'iscrizione nei ruoli provvisori, dell'intero importo delle imposte, degli interessi e delle sanzioni risultanti dall'avviso di accertamento non definitivo, il contribuente ha diritto al rimborso, anche in mancanza di impugnazione della conseguente cartella di pagamento. (Sentenza del 10 luglio 2023 della Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Puglia)